È senza dubbio il Bud Spencer dei fornelli: ad associarlo all’amatissimo attore, la fisicità importante, la tenera e travolgente simpatia, infine (certo, non in ordine di importanza) la napoletanità.

Lo chef Antonino Cannavacciuolo è ormai personaggio molto caro al pubblico televisivo. Grazie alla sua partecipazione (in qualità di giurato) a un talent show di successo come Masterchef e alla novità assoluta di ‘O Mare Mio (prodotto da Endemol Shine, da un’idea dello stesso Cannavacciuolo, fino al 30 gennaio tutti i lunedì alle 21.10 sul Nove): il format alla scoperta delle ricette, delle tradizioni e delle tecniche di pesca nei borghi marinari più caratteristici della penisola.

Antonino, oggi lei partecipa a due programmi televisivi: riesce facilmente a conciliare questi impegni al lavoro di chef?
«Negli ultimi tempi gli impegni sono aumentati e non è sempre facile conciliare tutto, ma la cucina resta per me al primo posto e faccio sempre il possibile per essere presente».

Ci racconti la sua giornata tipo: quanto tempo dedica ai fornelli e allo studio di nuovi piatti?
«Ogni giornata è diversa, impossibile descriverne una tipo. Ma ai fornelli mi ci dedico appena posso, questo è certo. L’idea per un nuovo piatto può arrivare in qualunque momento, mentre sono coi ragazzi della mia Brigata o mentre sto facendo tutt’altro, e subito devo provare a concretizzarla».

Cosa rappresenta per lei la partecipazione a Masterchef e cosa, invece, un programma tutto suo come ‘O mare mio?
«Masterchef è una bellissima esperienza, che mi permette di far parte di un gruppo di giudici molto affiatato. Con ‘O Mare Mio ho realizzato un’idea che mi stuzzicava da tempo e ho unito due tra le mie più grandi passioni: la cucina e la pesca».

Le andrebbe di regalarci un aneddoto dal set di ‘O mare Mio? Un episodio divertente che non dimenticherà…
«Sul set di ‘O Mare Mio ci siamo divertiti per tutto il tempo, non si può citare un singolo episodio. I personaggi incontrati sono indimenticabili».

Cosa ha imparato facendo questo show? Magari, segreti per nuovi piatti?
«Non smetterò mai di dire che le ricette della tradizione sono una base fondamentale, una fonte inesauribile da cui partire per creare qualcosa di nuovo».

La cucina napoletana è o no la migliore del mondo? Quali, secondo lei, le tengono testa?
«Per me la cucina italiana è la migliore del mondo, perché è la più completa e la più equilibrata».

A chi permette di cucinare per lei e cosa vuole, di solito, che le preparino?
«La cosa più importante per me è che ci siano materie prime fresche e che siano cucinate bene, nel rispetto del prodotto».

Per chi, invece, ama cucinare e cosa?
«Quando cucino per i miei bambini sono l’uomo più felice del mondo».

C’è un piatto che, magari, le va meno di preparare? Una cosa che la annoi o non la diverta…
«In cucina non mi annoio mai, qualunque cosa io prepari lo faccio col sorriso».

Preferisce il dolce o il salato?
«A me piace tutto, non si vede?».

Ci suggerisca, per favore, una pietanza per conquistare una donna a tavola.
«Mia moglie l’ho conquistata con un piatto di pasta ai frutti di mare».

Che rapporto ha con la città di Napoli e a quale piatto le fa pensare?
«Napoli è casa, è dove ci sono tutti i miei ricordi d’infanzia. Se chiudo gli occhi sento il profumo del ragù napoletano che faceva la domenica mia mamma».

Cosa cucinerebbe al sindaco De Magistris?
«È un uomo profondamente legato al territorio, quindi sicuramente qualcosa della tradizione napoletana».

Infine, esiste una ricetta che invidia a uno dei suoi colleghi giudici di Masterchef? Quale e perché?
«È brutto parlare di invidia, piuttosto c’è tantissima stima e ammirazione tra di noi».

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